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Maggio 2007 - ASSEMBLEA NAZIONALE ANCAb Legacoop a Desenzano sul Garda

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Il 10 e 11 maggio u.s. si è tenuta a Desenzano l'Assemblea Annuale di Ancab, nel corso della quale è stato confermato alla carica di Presidente Luciano Caffini. Si allega il documento conclusivo redatto dall'Associazione al termine dei lavori congressuali e la relazione introduttiva del Presidente.
Maggio 2007 - ASSEMBLEA NAZIONALE ANCAb Legacoop a Desenzano sul Garda

DOCUMENTO CONCLUSIVO ASSEMBLEA NAZIONALE

L’Assemblea nazionale dell’ANCAb ritiene che i tre temi indicati nella relazione introduttiva del Presidente (Welfare, identità cooperativa, sostenibilità) costituiscono ciascuno, se sviluppati secondo le linee indicate dal dibattito, risorse decisive affinchè le cooperative di abitanti possano svolgere un ruolo positivo per contribuire a rendere strutturale le tendenze di crescita e sviluppo che si colgono nella fase attuale nel nostro Paese. Crescita e sviluppo si sostengono con un’adeguata offerta infrastrutturale (tra cui un servizio abitativo di qualità) e con lo sviluppo dei sistemi urbani; con una forte innovazione dell’offerta e dei processi produttivi che abbiano caratteristiche di sostenibilità ambientale e perseguano obiettivi di risparmio energetico; con l’eticità dei comportamenti e il perseguimento di un armonica integrazione tra famiglie e individui di culture e provenienza diverse.

Politiche di Welfare

La ripresa del dibattito politico sulle politiche della casa, la volontà del Governo di varare un nuovo Piano casa e una forte segmentazione della domanda di alloggi sociali, richiedono alle cooperative nuove capacità progettuali che vadano al di là del tradizionale modello dell’edilizia agevolata. Tanto più che una eventuale nuova stagione di programmazione dell’intervento pubblico sarà sicuramente caratterizzata da risorse limitate. Vi è ampia convergenza sul fatto che occorre aumentare in modo consistente l’offerta di alloggi in locazione calmierata, che accompagni quella tradizionale di alloggi pubblici dando risposte a quella fascia intermedia di famiglie che non trova risposte nel mercato e che non ha accesso all’edilizia pubblica.

E’ una fascia di famiglie ampia che fatica a trovare rappresentanza politica e riconoscimento da parte delle istituzioni. Occorre che le cooperative di abitanti valutino come continuare a sviluppare con successo le tradizionali attività di mercato, affiancandovi iniziative che rendano più significativa la presenza nel comparto degli alloggi a canone calmierato. Per realizzare tali obiettivi si individuano tre condizioni :

- Incentivi finalizzati che superino la logica della dispersione e della programmazione occasionale;

- Una fiscalità di vantaggio che sostenga in modo prioritario e concreto la realizzazione di patrimoni di alloggi sociali, risolvendo in modo strutturale la riduzione del carico fiscale;

- La disponibilità di aree a costi calmierati.

Diventa decisiva la definizione di alloggio sociale come servizio economico di interesse generale affinché da una parte l’attività di welfare abitativo realizzata dalle cooperative venga sottratta rischio di procedure di infrazione da parte della Commissione europea, e dall’altra venga avviato un percorso che porti e dare pari dignità al settore dell’alloggio sociale privato rispetto a quello pubblico.

Diventa, quindi, importante motivo di attenzione l’orientamento convergente di forze politiche e sociali volto ad individuare un regime speciale a livello urbanistico per l’alloggio sociale quale “dotazione territoriale”, in quanto mezzo per far fronte alla necessità di garantire al settore aree a costi che consentano la sostenibilità dei canoni e dei prezzi per le fasce più deboli.

Tuttavia occorre che tale concetto vada declinato con modalità che non mettano in crisi il modello virtuoso, che si sta consolidando presso le cooperative di abitanti e che finora ha consentito di realizzare interventi integrati di mercato e welfare nell’ambito di programmi di sviluppo urbano. La nuova Direzione dell’ANCAb sarà impegnata ad esaminare con attenzione i disegni di legge in materia di “Governo del Territorio” e a prendere le iniziative necessarie, per verificare che non vi siano rischi di penalizzazione del modello di impresa cooperativa e che non si manifestino incongruenze tra scelte e obiettivi.

Sarà l’occasione per formalizzare un progetto ANCAb in materia di welfare abitativo, sul quale si misurerà la disponibilità delle cooperative di abitanti a svolgere un ruolo di operatori dell’alloggio sociale come funzione urbana diffusa, a mettere in rete le proprie esperienze, dotandosi in questo modo anche di uno strumento per dare visibilità al ruolo effettivamente svolto dalle cooperative di abitanti nel campo dell’alloggio sociale.

Una strada suggerita è quella di mettere in cantiere progetti interregionali intorno ad idee forti che portino anche un migliore utilizzo di COOPFOND. Uno di questi dovrà essere quello che individui modalità affinché i patrimoni delle cooperative a proprietà indivisa possano svolgere un ruolo propulsivo. 

Identità cooperativa

Vi è generale consenso su un modello di cooperativa di abitanti che trae le motivazioni dal suo scambio mutualistico da larghe basi sociali, una pluralità di attività, differenti categorie di soci.

Lo scambio mutualistico delle cooperative di abitanti si caratterizza attraverso la remunerazione del servizio tramite il ristorno anticipato, e non con la remunerazione della partecipazione come accade nelle società commerciali, in un quadro democratico, solidaristico e più efficiente possibile.

In questa definizione identitaria il ristorno anticipato costituisce il tratto distintivo dello scambio mutualistico delle cooperative di abitanti.

Tale scambio mutualistico è caratterizzato dal perseguimento della meritevolezza sociale e della intergenerazionalità; dall’autonomia rispetto alla sfera pubblicistica; dal perseguimento del successo imprenditoriale.

Si conferma quindi in questo quadro la patrimonializzazione come metodo ineludibile per realizzare lo scambio mutualistico.

Occorre tuttavia regolare definitivamente i conti con le norme del T.U. del ’38, le cui norme vigenti motivano ancora interventi speciali di vigilanza e di regime speciale per le cooperative di abitanti, riducendone gli spazi di autonomia e sottoponendole a pericoli di iniziative strumentali ed arbitrarie dettate dalla politica.

Maggiore autonomia richiede tuttavia una maggiore capacità di autogoverno.

Anche nella comunità delle cooperative di abitanti occorrerà raggiungere una base minima unitaria sui temi della governance e del codice etico, quali strumenti non solo di trasparenza e correttezza aziendale, ma anche di rafforzamento degli strumenti di governo delle cooperative. In una prospettiva di allargamento delle funzioni e di una crescita e consolidamento dei patrimoni in affitto, si pone infatti la questione di rendere meno fragili le cooperative e mettere sempre più in sicurezza e dare un ruolo di sviluppo ai patrimoni delle cooperative realizzati da più generazioni.

Occorrerà assumere una decisa politica di ricambio generazionale favorendo la crescita di nuovi quadri di cooperatori e cooperative che garantiscano la continuità del l’azione delle cooperative di abitanti.

Ruolo centrale assume l’attività di formazione: l’ANCAb, insieme alle organizzazioni territoriali dovrà sviluppare tutte le iniziative sostenibili in questo senso.

Sostenibilità e risparmio energetico

Le più recenti iniziative legislative in materia di risparmio energetico misurano quanto l’ANCAb abbia avuto la capacità di anticipare con il proprio Gruppo sulla sostenibilità, iniziative che corrispondano ad esigenze di carattere generale.

Certificazione energetica degli edifici, incentivi fiscali per interventi di efficienza energetica, diffusione dell’adozione del protocollo Itaca in molti bandi pubblici, obbligatorietà di alcuni parametri di bioedilizia nei regolamenti edilizi; sono tutti elementi che confermano la correttezza e l’opportunità di una scelta politica finalizzata ad offrire ai soci delle cooperative contesti abitativi progettati e realizzati in modo ambientalmente corretto per dare risposte di qualità ai bisogni espressi dai soci.

Il rispetto dell’ambiente si conferma come un tratto distintivo del patto tra generazioni che caratterizza lo scambio mutualistico delle cooperative di abitanti.

La rete di 40/50 cooperative generata dal percorso ANCAb e l’adesione di 15 cooperative al Registro “La Tua casa naturalmente” dimostrano che tale scelta politica trova coerenza ed è una iniziativa di successo, così come i riconoscimenti ricevuti al congresso di Legacoop.

Le cooperative di abitanti sono chiamate a misurarsi con gli obiettivi europei di risparmio energetico al 2020: occorre dimostrare che è possibile perseguire la missione coniugando rigore imprenditoriale e tutela dell’ambiente.

Occorre affermare un concetto dell’abitare che parte dal luogo, dagli abitanti e non dagli edifici, che diventano un mezzo per realizzare elementi di qualità e non il fine unico imprenditoriale delle nostre cooperative.

In questo senso appare strategica l’intesa con Legambiente, con cui non solo vi è ampia sintonia sui temi ambientali, ma si registrano anche importanti convergenze sul tema più generale delle politiche abitative.

Il progetto di Concorso da realizzare con Legambiente sarà un’occasione per rafforzare tale intesa, darne un’ampia visibilità e mettere a disposizione delle cooperative soluzioni progettuali innovative, ripetibili ed economicamente sostenibili.

Occorre tuttavia aumentare il grado di condivisione di tale iniziative, anche ricorrendo ad un’offerta più strutturata di servizi da offrire alle associate. Le collaborazioni operative avviate da FINABITA con AZZERO CO2 (Società operativa di riferimento di Legambiente) e le iniziative per cogliere le opportunità di finanziamento offerte dall’Europa vanno in questa direzione. Così come vanno in questa direzione le attività di relazione avviate tramite Legacoop con i fornitori di energia, in vista del processo di liberalizzazione che anche in questo campo si avvierà con il 1° di luglio, al fine di cogliere vantaggi ed opportunità di risparmio per i soci e per le cooperative.

L’assemblea pur prendendo atto di quanto affermato dal Presidente di Legacoop, Giuliano Poletti, e apprezzandone le positive aperture, rimarca ancora una volta il dissenso all’esclusione del rappresentante dell’ANCAb dalla Presidenza di Legacoop.

Ritiene che tale esclusione rappresenti una immotivata sottovalutazione del ruolo di un settore che è stato capace negli ultimi anni di un serio e sistematico lavoro di elaborazione, di promozione cooperativa, di intenso dialogo istituzionale, di condivisione e sostegno dell’attività di Legacoop a tutti i livelli territoriali, di continuità di contribuzione a Coopfond.

Rileva con preoccupazione che tale esclusione è attribuibile sostanzialmente alla mancanza di modalità condivise per la formazione degli organismi, dal prevalere da una visione che privilegia il diritto di rappresentanza derivante dal successo economico rispetto alla capacità di coniugare questo ultimo con la qualità dello scambio mutualistico e meritevolezza sociale; da una sostanziale sottovalutazione del ruolo che le cooperative di abitanti svolgono e possono svolgere nei processi di sviluppo urbano.

Questo insieme di elementi motiva un maggior impegno dell’Associazione a rafforzare lo sviluppo e la diffusione delle cooperative su tutto il territorio nazionale, creando le condizioni, attraverso progetti unitari, di fare sistema e acquisire così una maggiore riconoscibilità politica all’interno di Legacoop.

relazione caffini _assembela ancab.pdf (PDF document 94Kb)