
Queste sono le richieste più importanti del mondo cooperativo alla Regione:
1. Si proceda finalmente a varare la legge regionale. Ad agosto 2007 la Giunta ha inviato al Consiglio regionale un documento preliminare della proposta di legge dal titolo “Disciplina regionale dell’edilizia abitativa sociale”. A questo atto però non ha fatto seguito alcuna specifica proposta di legge. La mancanza di un quadro normativo aggiornato impedisce un’evoluzione e una modernizzazione dell’edilizia sociale.
2. Nuovi bandi regionali destinati all’housing sociale. Ovvero riprendere il filo di quella strategia politica che ha consentito di costruire 1700 abitazioni grazie alla partnership fra pubblico e privato. Le cooperative, partecipando insieme ad altri operatori privati dal 2001 al 2005 ai bandi regionali previsti dal Programma regionale edilizia residenziale pubblica (quattro bandi per circa 120 milioni di euro in tranche successive), hanno agito spesso da capofila dei progetti, producendo interventi abitativi a prezzi convenzionati ed abitazioni in affitto a canone sostenibile. Ma si tratta ancora di una goccia nel mare, se confrontata ai bisogni reali.
3. Dare vita ad un fondo unico regionale per il cofinanziamento dell’edilizia sociale in affitto a canone regolato. Il documento preliminare alla proposta di legge regionale parla dell’istituzione di un Fondo che raccolga le risorse statali e regionali già vincolate allo sviluppo del settore. Il Fondo servirebbe a garantire flessibilità nell’impiego delle risorse e consentirebbe forme di intervento pubblico-privato, chiamando in causa anche il sistema creditizio.
Gli altri tre punti che le tre centrali cooperative pongono all’ordine del giorno della Regione Toscana sono: Ripresa della concertazione tra Regione, Comuni e operatori privati; Definizione di un regolamento che contenga i requisiti di accreditamento degli operatori, al fine di offrire garanzie a tutela degli interessi pubblici generali; Definizione di “alloggio sociale”.
Non si è fatta attendere la replica dell'Assessore Regionale Baronti.
"In questi mesi, in tema di edilizia sociale, abbiamo varato interventi per oltre 72 milioni di euro, di cui 31,5 derivano dalla quota assegnata alla Toscana dal piano straordinario del governo Prodi, e altri 41 sono stati nessi a punto dalla Regione e già approvati dalla Giunta (si tratta esclusivamente di risorse per edilizia residenziale pubblica n..d.r.). Per quanto riguarda la legge regionale - continua l'Assessore - abbiamo già predisposto una bozza che sarà discussa con l'ANCI e i Lode, i soggetti gestori, e subito dopo con tutti i soggetti interessati: associazioni, parti sociali, sindacati".
Riportiamo di seguito il testo integrale del Documento delle Tre centrali dell'Abitazione:
1.- Definizione di alloggio sociale
La definizione di alloggio sociale ai fini dell’esenzione dall’obbligo di notifica degli aiuti di Stato ai sensi del Trattato istitutivo della Comunità Europea, su Decreto del Ministro delle Infrastrutture, è stata approvata dalla Conferenza unificata, in sede tecnica, il 19 marzo 2008.
La definizione di alloggio sociale, prevista dalla legge 8 febbraio 2007, n. 9, necessaria ai fini degli obblighi Comunitari, è importante perché finalmente definisce “l’immobile ad uso residenziale in locazione permanente che svolge funzione di interesse generale … elemento del sistema di edilizia residenziale sociale … per il soddisfacimento delle esigenze primarie.
Gli alloggi, realizzati da operatori pubblici e privati, con contributi o agevolazioni pubbliche sono destinati alla locazione ed anche alla proprietà … l’alloggio sociale costituisce standard urbanistico.
Le Regioni, d’intesa con gli enti locali, definiscono i requisiti …”
La definizione di alloggio sociale aggiorna le non più applicabili descrizioni di edilizia convenzionata ed edilizia sovvenzionata: la Regione Toscana dovrà definire e fissare, in concertazione con l’ANCI, i requisiti a livello regionale.
2.- Accreditamento degli operatori
Gli operatori economici che intendono realizzare interventi di edilizia abitativa di carattere sociale, utilizzando finanziamenti ed agevolazioni pubbliche statali e/o regionali, dovranno possedere requisiti di accreditamento.
Già le azioni attuate con il Programma Regionale di Edilizia Residenziale pubblica, deliberato dalla Regione Toscana nel maggio 2004, individuavano soggetti “attuatori” (cioè Società costituite ai sensi della L.R. 77/1998, cooperative di abitazione, imprese di costruzione, Comuni) scelti sulla base di avvisi pubblici.
Anche per il futuro Programma Regionale dell’Edilizia Sociale, sono indicati quali destinatari degli interventi i Comuni, i soggetti di cui alla L.R. 77/1998, i soggetti privati in possesso dei requisiti per l’attuazione e gestione dell’edilizia abitativa sociale, i soggetti delle politiche pubbliche della casa.
E’ pertanto necessaria la definizione dei requisiti di accreditamento degli operatori per costituire garanzie a tutela degli interessi pubblici generali presenti nelle finalità dell’edilizia abitativa sociale.
La definizione è delicata perché da un lato occorre ribadire il ruolo del pubblico/privato, dall’altro bisogna superare la genericità delle precedenti definizioni, ferme a categorie generali.
I nuovi requisiti potranno riguardare caratteri gestionali, professionali, economici e finanziari, nonché livelli di efficacia ed efficienza realizzata precedentemente in analoghe iniziative di edilizia residenziale, con contributi ed agevolazioni pubbliche, da parte di soggetti privati.
3.- Disciplina regionale dell’edilizia abitativa sociale
Al Consiglio Regionale la Giunta Regionale della Toscana ha inviato, lo scorso agosto, in contemporanea con la ristrutturazione degli incarichi della Giunta, un documento preliminare sulla proposta di legge “Disciplina regionale dell’edilizia abitativa sociale”.
Il documento contiene finalità generali e rimanda ad una proposta di legge regionale disciplinante le politiche sociali per la casa e che sarà successivamente attuata, ogni triennio, da un Programma regionale d’edilizia sociale.
Già il precedente assessore Conti, come l’attuale Baronti, hanno attribuito alla redigenda legge un valore di riforma delle norme dell’edilizia residenziale, sia pubblica ERP che privata convenzionata, che dovrà essere particolarmente attenta alla riqualificazione urbana ed alle varie forme di affitto.
Si prospetta l’integrale sostituzione delle L.R 96/96, 57/90, 77/98 che disciplinano l’ERP e la L.R.26/83 relativa a norme tecniche e finanziamenti.
Si ribadisce l’importanza, anche per la Toscana, di un provvedimento innovativo, in un contesto in cui altre Regioni hanno già legiferato sul social housing e predisposto Bandi attuativi.
4.- Fondo unico regionale per il co-finanziamento dell’edilizia sociale in affitto a canone regolato
Come già il Programma Regionale di Edilizia residenziale pubblica del maggio 2004, anche l’attuale Documento preliminare prevede la istituzione di un Fondo, raccogliendo risorse già vincolate allo sviluppo del settore.
Il Fondo contribuirebbe ad una migliore flessibilità nell’impiego delle risorse e consentirebbe forme di intervento pubblico-privato, chiamando anche il sistema creditizio ad implementarle e gestirle.
Gli operatori di edilizia sociale accreditati verrebbero parzialmente agevolati per la realizzazione e gestione degli interventi abitativi in affitto.
La stessa Regione scrive che risorse disponibili già trasferite sul bilancio regionale constano di 339 milioni € di limiti di impegno fino al 2006 ed ulteriori 250 milioni € di limiti di impegno fino al 2020.
5.- Una rinnovata edizione di un bando/avviso regionale destinato al social housing
Le cooperative di abitazione sono disponibili a realizzare housing sociale, promovendo partenariato pubblico-privato, offrendo abitazioni in affitto integrate ad abitazioni di proprietà a prezzi calmierati.
Le cooperative, insieme ad altri operatori privati, partecipando fin dal 2001 ai bandi previsti dal Programma Regionale Edilizia residenziale pubblica, hanno già dimostrato, in modo significativo, che poche risorse pubbliche regionali (circa 120 milioni € in quattro successivi bandi) ed incentivi dei Comuni (ICI, urbanizzazioni e uso di tecniche urbanistiche premiali) hanno agito da volano e prodotto interventi abitativi di elevata qualità a prezzi convenzionati e circa 1700 abitazioni in affitto a canone sostenibile.
Per questo, la Regione potrebbe proporre un’edizione rinnovata di un bando tipo “riqualificazione ed affitto”, simile a quelli già positivamente attuati, utilizzando risorse disponibili in bilancio. Il tutto ancor prima della nuova Legge regionale sull’edilizia abitativa, comunque auspicabile nella legislatura regionale che si concluderà al 2010.
60 milioni di € di risorse pubbliche regionali possono immettere sul mercato circa 1000 abitazioni in affitto a canone sostenibile, finanziando anche urbanizzazioni ai Comuni per riqualificare aree degradate.
La Regione potrà anche utilizzare il Programma di riqualificazione urbana per alloggi a canone sostenibile, Decreto 26 marzo 2008 del Ministro delle Infrastrutture, cha apporta alla Toscana oltre 16 milioni € di risorse.
La mancanza di provvedimenti comporterebbe, nella regione, un vuoto operativo di molti anni, tenendo conto della conclusione della legislatura prevista nel 2010 che seguirà di un anno un diffuso rinnovo dei mandati amministrativi comunali, e della conclusione delle fasi di cantierizzazione di tutti gli interventi fin’ora finanziati, destinati all’ housing sociale.
6.- Attività di concertazione
Le politiche abitative non hanno mai avuto specifica trattazione nella concertazione generale tra Regione ed Associazioni, organizzazioni e Sindacati, mentre l’Assessore alla Casa ha periodicamente consultato le Associazioni e le Organizzazioni degli operatori pubblici, privati e cooperativi dell’edilizia residenziale, insieme alla Consulta Casa dell’ANCI Toscana ed ai Sindacati degli inquilini.
Il cambiamento negli incarichi di Giunta, nonché l’attuale momento di svolta e d’impostazione per nuove attività legislative e di programmazione, a fronte di azioni che la Regione intende attivare per contrastare crisi che si evidenziano nella società toscana, richiede un’attività di concertazione generale.
Essa è importante per completare la fattiva triangolazione costituita dalle competenze legislative e programmatorie della Regione, dalla titolarità gestionale dei Comuni e dalle attività degli operatori accreditati.