toscana

03/02/2009 - Incontro con i candidati alle primarie per l'elezione del Sindaco di Firenze

Document Actions
REPORT dell’incontro con i candidati alle primarie per l’elezione del sindaco di Firenze Organizzato da ARCAT Legacoop, FEDERABITAZIONE - Cci, AGCI Abitazione presso la sede ARCAT – viale Gramsci, 53

Obiettivo dell’incontro era presentare ai presidenti e ai gruppi dirigenti delle cooperative di abitanti aderenti a Arcat, Confcooperative e Agci, il programma dei singoli candidati su sviluppo urbanistico della città, Piano strutturale e politiche abitative (con particolare riferimento all’housing sociale).


L’incontro è stato introdotto da Adolfo Moni, presidente di Arcat .


I presidenti ed i dirigenti delle cooperative di abitazione che stamattina incontrano i candidati alle “primarie di coalizione” non sono riconducibili ad un pensiero unico”. “Alcuni non hanno ancora scelto” e questo incontro potrà essere utile.

Nell’area metropolitana fiorentina si evidenziano nuovi e consistenti bisogni di edilizia abitativa, sia in affitto che come prima casa di proprietà, a costi sostenibili”. Bisogni che raramente ottengono risposte dal libero mercato, per i prezzi troppo alti. “La crisi di carattere epocale che stiamo vivendo non aiuta certo gli impegni dei singoli e delle nuove famiglie per l’abitare, né produce abitazioni a costi più contenuti”. Le risposte squisitamente pubbliche sono quantitativamente rarefatte già da tempo, per inefficienza, tempi di realizzazione troppo lunghi e mancanza di risorse economico-finanziarie. Il nuovo social housing deriverà dalla promozione della partnership pubblico/privato. “Le cooperative di abitazione, se saranno chiamate a concordare con il Comune di Firenze nuove politiche di edilizia sociale, daranno il loro contributo offrendo esperienze ed esempi realizzati di recente”.

Quali sono le proposte dei candidati su questi temi?

Ma soprattutto: il Piano strutturale, già adottato e ri-adottato l’ultima volta nell’estate 2007, può essere approvato ed entrare in vigore prima di giugno?

Possiamo pensare di chiudere la Variante generale al Piano Regolatore adottata nel 1993 e definitivamente in vigore dal 1998, senza continuare in questa incertezza di regole?


Lapo Pistelli. “Sono favorevole al fatto che sia l’attuale Consiglio ad adottare il Piano strutturale. Qualche professionista avanza dubbi su norme non chiare. Ma non ho mai sentito parlare di Piani strutturali approvati da un osanna generale”. Il nuovo Consiglio eletto a giugno potrebbe poi porsi l’obiettivo di approvare il Regolamento urbanistico nell’arco di sei mesi-un anno. Ma se il Piano strutturale non fosse approvato ora la città subirebbe un danno enorme, “il rischio è quello di perdere ben 5000 posti di lavoro”.

Firenze in 10 anni ha perso 100 mila abitanti, 1 su 4”. Chi se lo è potuto permettere si è trasferito verso le colline, altri sono andati nella grande città della Piana. Qui è andata a vivere anche quella generazione “discriminata dalla cosa pubblica”. Troppo “ricca” per le graduatorie, troppo “povera” per il mercato: un’area grigia. Hanno fra 25 e 40 anni, vogliono mettere su famiglia, non stanno in città, ma lavorano a Firenze. E allora fanno i pendolari “squassando le proprie abitudini” e stili di vita. Poi ci sono gli studenti universitari, i letti a nero a 600 euro. “Non sono fra coloro che ha una visione di Firenze come città contenuta tutta entro le mura, ma bisogna ripopolare la città”, una città che in Italia mostra la forbice più alta fra chi ci vive e paga le tasse e i city users, coloro che la utilizzano.

Sono favorevole ad una partnership pubblico/privato e ad agevolare chi lavora a favore dell’edilizia sociale, in particolare con il mondo della cooperazione che già oggi è un partner privilegiato”.


Eros Cruccolini. “Come Sinistra abbiamo chiesto più volte all’attuale amministrazione approfondimenti sull’operazione delle Ferrovie a Campo Marte, sullo Stadio a Castello. Nel complesso, il tema casa, insieme al lavoro, è ai primi posti nella nostra agenda”. L’amministrazione deve garantire percorsi certi e rapidi. “Come il metodo Primicerio: il sindaco chiamava i responsabili del piano casa la mattina e le cose infine andavano in porto”. Con le coop di abitanti “abbiamo fatto un buon lavoro, integrato…dando non solo risposte all’abitare, ma anche servizi”. Vedi l’intervento di Mantignano-Ugnano.

Sul tema finanziamenti. “Oggi le difficoltà lavorative non consentono, soprattutto ai giovani, di accollarsi mutui”. Bisogna dare risposte a questi bisogni, così come agli studenti universitari “che sono una risorsa per Firenze”, anche con idee innovative.

Le Fondazioni bancarie possono essere un riferimento, ma anche le banche, perché eroghino mutui agevolati.

Il piano casa deve essere realizzato a livello di area: la Sinistra lo ribadisce da tempo. E’ essenziale un dialogo sui singoli piani strutturali con i comuni contermini”.


Michele Ventura. “La crisi ci sta mettendo di fronte a cambiamenti epocali” e questo è il dato di sfondo in cui ci troveremo ad operare. “Il piano strutturale deve essere approvato in questa legislatura. E’ perfetto? Non lo è, comunque consente di attivare un percorso…Personalmente sono per una visione ampia, da area metropolitana. La discussione ora è tutta concentrata su Castello. Penso che dobbiamo guardare al parco della Piana che ricuce in modo qualificato, dal punto di vista ambientale, Firenze e Prato. Così si crea un sistema sostenibile anche per coloro che si sono allontanati da Firenze per andare ad abitare in quelle aree”. “Condivido l’idea di riportare gli abitanti in città, ma nasce il problema di un recupero generalizzato e complessivo: dobbiamo avere un piano d’intervento”. “Intervenire sul degrado, su un rapporto diverso fra centro e città, su una diversa fruizione dei servizi”.

L’idea è quella di un “Patto fra vari soggetti: banche, enti locali, mondo della cooperazione, altrimenti la cosiddetta fascia grigia di popolazione non avrà mai risposte”. Un Patto da inserire in un “pacchetto anticrisi per investire nella città e dare risposte ai bisogni abitativi”. La rendita di posizione “va aggredita per dare risposte ai bisogni abitativi”.


Matteo Renzi. “Il Piano strutturale deve essere approvato dall’attuale legislatura, non c’è dubbio, ma il mio giudizio politico non è positivo…Il nostro lavoro non è solo quello di costruire case, ma pezzi di città. Trovo dunque che il Piano strutturale attualmente in discussione non ha un’idea forte del rapporto fra urbanistica e sviluppo futuro della città”. “Questo Piano strutturale ha un’idea “molliccia” di città”. “In questi 15 anni qualche problema sull’urbanistica l’abbiamo avuto, non si può negare, e sono stati commessi tanti errori. Cruccolini si riferiva al metodo Primicerio, io voglio solo ricordare che risale proprio ad allora una delle peggiori scelte dell’ultimo periodo: la scuola Marescialli a Castello, con quei volumi stabiliti in base ad una trattativa…Le scelte amministrative poi solo raramente e in pochi casi sono state rapide: questo porta ad uno scollamento fra il cittadino e la pubblica amministrazione”.

Riportare i fiorentini in città: “la mia proposta è quella di creare un fondo di garanzia, in cui il Sindaco firma per 100 giovani coppie che vogliono tornare a Firenze”. Affitti sommersi: “Lotta a tutto campo a chi affitta in nero”.

Con il mondo della cooperazione: “Bisogna credere in modo innovativo al rapporto fra cooperazione e politica: tocca a noi tutti, insieme, fermare la fuga dei cittadini dal centro”.


Daniela Lastri. “Si emigra da Firenze verso altri territori per il costo della vita e la pressione della rendita immobiliare: è essenziale un intervento politico contro lo spopolamento della città”. Con un’ottica metropolitana però “perché le politiche del territorio riguardano casa, mobilità, servizi: tutte questioni che interagiscono ed è necessario aprire un tavolo con tutto il contesto metropolitano”. “Bisogna ricucire i rapporti fra il Comune di Firenze e la Regione, che in questi ultimi tempi hanno visto momenti negativi: o si fa così, o si rischia di perdere risorse vitali per la città”. “Il Piano strutturale deve essere approvato in questo mandato amministrativo. Se non sarà approvato non ci saranno problemi solo in termini di posti di lavoro, ma anche per lo sviluppo cittadino”.

Sul tema dell’utilizzo del 20% degli alloggi in regime di affitto concordato, dalla valutazione effettuata dagli uffici comunali sappiamo che esistono dei problemi. Uno dei primi atti è quello di rivedere il Regolamento comunale e studiare soluzioni diverse di accesso, differenziate per fasce di reddito”.

INVITO incontro candidati.pdf (PDF document 36Kb)