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Siena, un patto per case a prezzi equi

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Fonte: Unità Toscana- 10 settembre 2005

Siena, un patto per case a prezzi equi

Gli studenti universitari che vogliono affittare un posto letto pagano oggi il 35% in più del 2003. Per un appartamento si sentono fare richieste tra i 1.500 e i 1.800 euro mensili. Bastano solo questi dati citati da Antonio Scarpelli, segretario del Sunia di Siena, per capire quanto sia consistente tutto questo settore e quali interessi spingano affinché in questo settore non ci siano cambiamenti. La situazione è sempre più difficile non solo per gli studenti, ma anche per le famiglie che non hanno redditi elevati, per la coppie giovani. Per tutte queste persone è stato firmato il patto per l'abitare. Lo hanno sottoscritto il Comune di Siena, i sindacati confederali e quelli degli inquilini, il Forum per l'abitare, Siena casa spa, confcoopoerative, Lega cooperative Arcat, Azienda regionale per il diritto allo studio universitario, ma non la curia alla quale il sindaco Cenni aveva chiesto di aderire. Scopo del patto, frutto di un lungo dibattito nel quale non sono mancati momenti di polemica, è «privilegiare nella predisposizione e l'autorizzazione degli interventi, le forme di edilizia abitativa orientate a combattere la rendita e la speculazione attraverso la realizzazione di unità immobiliari per l'acquisto in edilizia economica e popolare e per affitto erp (edilizia residenziale pubblica) o canone convenzionato». Uno dei punti chiave dell'accordo, che ogni sei mesi verrà monitorato per capire se alle buone intenzioni seguiranno atti concreti, si pone il problema di come soddisfare le richieste degli iscritti all'università per i quali si prevede di realizzare residenze pari ad un terzo degli iscritti fuori sede. Tradotto in cifre, in 5 anni dovrebbero essere disponibili 800 posti in case dello studente e 1500 in altre strutture «con l'attivazione di risorse private» privilegiando il canone concertato. Con l'università, spiega Claudio Vigni, segretario provinciale della camera del lavoro, «ci sarà un tavolo permanente di discussione sull'impatto nelle questioni abitative della sua politica». I sottoscrittori si sono detti d'accordo nel favorire, senza fini speculativi, il «diverso utilizzo residenziale del patrimonio abitativo del centro storico con forme di incentivazione, anche fiscale». «In questo senso - dice Massimo Umiliati, segretario provinciale della Cisl - agendo sull'Ici si può favorire la residenzialità e non la rendita». Nel patto si prevede poi che nel piano strutturale del comune di Siena si preveda «la piena soddisfazione del fabbisogno e una crescita della popolazione residente». Quantificata in 6mila persone nell'arco di 10 anni. Inoltre si è convenuto di "dar corso" agli interventi previsti dal protocollo firmato con la fondazione Mps e quello con Siena casa. Che prevedono la realizzazione die "almeno" 300 alloggi a canone concordato nei prossimi 5 anni.