
Toscana; Arcat, nel 2004 con cooperative di abitazione risparmi fra il 16% e il 30%
Un altro anno in salita per il mercato immobiliare toscano, ma gli alloggi costruiti nel 2004 dalle coop di abitanti aderenti all’Arcat-Legacoop si sono mantenuti drasticamente al di sotto delle quotazioni rilevate nei principali capoluoghi toscani. In cifre le cooperative che aderiscono all’Arcat –un centinaio di aziende, per un totale di 17335 soci- hanno immesso sul mercato nello scorso anno 605 case, garantendo un risparmio medio che si aggira intorno al 20%. Secondo un calcolo approssimativo i soci hanno risparmiato globalmente circa 23 milioni di euro mentre, tanto per fare un esempio, chi ha acquistato un’abitazione di 85-90 metri quadri ne ha risparmiati mediamente ben 38 mila. Parte da quest’anno, per la cooperazione, l’obbligo di informare pubblicamente i soci sull’entità reale del risparmio effettuato. Ebbene in Toscana la forbice con i prezzi di mercato in alcune zone è particolarmente consistente. Sulla fascia costiera, a Livorno e Grosseto raggiunge addirittura il 30% e il 26% rispettivamente. Ma anche nelle aree metropolitane il divario si mantiene ampio: a Firenze -20%, a Pisa -16%. Qualche esempio concreto? A Firenze, nella zona di Novoli il risparmio si aggira sull’8%, mentre a S. Maria a Cintola è del 19%. Ma la differenza con i prezzi correnti diventa molto più ampia nei comuni limitrofi come Sesto Fiorentino, Signa o Impruneta dove oscilla fra il 30% e il 36%. Questi sono stati i risparmi della cooperazione di abitanti, a fronte di una crescita dei prezzi di mercato che lo scorso anno –pur rallentando la corsa del recente passato- si è attestata in media intorno al 5%. Per il 2005 gli operatori prevedono quotazioni stabili sul mercato immobiliare, e le coop di abitanti continueranno ancora a garantire consistenti risparmi ai propri soci. Tuttavia la parola ora passa ai Comuni.
“Occorre prevedere negli strumenti urbanistici aree ove collocare interventi abitativi a caratteri economici e sociali per non lasciare il mercato esclusivamente ai prezzi alti che producono esclusione sociale” -dice Adolfo Moni, presidente di Arcat Legacoop toscana.